Carry trade 2015: cos’è? Quale sarà il ruolo del dollaro?

Carry trade 2015: di cosa si tratta? Qual è la sua funzione per l’investitore?

Il carry trade è un fenomeno che si determina quando gli investitori prendono in prestito una valuta di una Nazione che assicura bassi tassi di interesse. Al termine di questa fase, il trader investe in una valuta con tassi più elevati, anche perché è considerata soggetta a un rischio più elevato sotto il profilo geopolitco o valutario. Tanto maggiore è la differenza tra gli oneri finanziari e il rendimento, più sostanzioso è il profitto.

In termini teorici, la Turchia, che dispone di un tasso compreso tra il 4,5% e il 10%, ha rappresentato una ragione di profitto rilevante per il carry trade. Ma questo sistema di speculazione potrebbe presto terminare a causa del dollaro forte.

Prendere in prestito dollari per procedere all’acquisto di azioni o bond in lire turche ha consentito di incassare agli investitori il 5,8 per cento nel novembre del 2014. Le cose però potrebbero cambiare molto presto, al momento, ad esempio, i guadagni si sono assottigliati al 2 per cento. Responsabile il crollo del 4,2% in termini di valuta della divisa turca rispetto al dollaro, nel corso di questo mese.

Come accade in tanti mercati emergenti, la lira turca si trova in sofferenza da quando la Federal Reserve ha preso in esame un incremento dei tassi di interesse nel 2015, e questo rappresenterebbe il primo aumento occorso durante gli ultimi nove anni.

La lira ha subito un indebolimento storico, fino a toccare quota 2,4146 per dollaro il 16 dicembre. Si è determinato poi un leggero recupero. Tanto per avere una misura concreta del fenomeno, i rendimenti sui bond a due anni sono scesi di 222 punti base nel 2014 al 7,88 per cento attuale.

A ricoprire un ruolo chiave sarà l’inflazione, dato che l’aumento dei prezzi al consumo è salito fino al 9,15 per cento durante il mese di novembre, nonostante un calo pari a circa il 50 per cento del costo del greggio dal mese di giugno.

Carry trade strategy, il ruolo dell’euro

La riduzione dei prezzi delle materie prime, soprattutto in relazione al petrolio, determinerà un rallentamento dell’andamento dell’inflazione nel corso del primo semestre 2015. Sono indicazioni giunge direttamente dalla banca centrale turca inseguito alla sua decisione di conservare il tasso di riferimento all’8,25 per cento il 24 dicembre.

In una situazione del genere l’euro potrebbe sostituire il dollaro come valuta regina nel campo del finanziamento del carry trade, qualora la BCE dovesse incrementare l’acquisto di bond (QE) e il dollaro andasse incontro a un rafforzamento.

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