Oscillatori forex: cosa sono e come si usano

Oscillatori forex: qual è il loro scopo?

Il discorso sugli oscillatori forex si inserisce in quello più ampio dell’analisi tecnica. Gli oscillatori, infatti, sono un tipo particolare di indicatori, indicatori che rappresentano la materia prima dell’analisi tecnica.

I presupposti sui quali si basa il loro utilizzo e la loro ragion d’essere sono la prevedibilità del mercato, la sua ciclicità, la capacità dei grafici di offrire, seppur indirettamente, tutte le informazioni necessarie alla comprensione dell’andamento e alla conseguente redazione della strategia.

Gli oscillatori forex sono indicatori che vengono utilizzati per raggiungere almeno due obiettivi. Il primo è quello di riconoscere la presenza di un trend, il secondo è comprendere la forza dello stesso (che è chiamata momentum).

Va da sé che la situazione in cui questo tipo di strumenti viene utilizzato con più efficacia è quella dove i prezzi sembrano muoversi in “laterale”. Ossia quando le alterazioni di prezzo sono minime e non è ben chiaro la direzione che intendono prendere.

Indirettamente, quindi, gli indicatori sono utili a comprendere quando sta per avvenire una inversione del trend, momento decisivo per il trader – dato che può causare una perdita o un guadagno più abbondanti del solito.

Indicatori oscillatori: ecco i più importanti

Ecco una lista degli oscillatori più utilizzati.

  • Indicatore MACD. Sta per Mobile Average Convergence Divergence ed è un sistema che prevede l’interazione di due medie mobili, una lenta (in genere a 26 periodi) e una veloce (in genere a 13 periodi). In base a come si comportano l’un l’altra, il segnale è diverso. Se per esempio la media veloce incrocia dal basso verso l’alto la media lenta, allora siamo in procinto di assistere a un trend negativo.
  • RSI. E’ l’acronimo di Relative Stenght Index. Coinvolge le medie di chiusura. Si sceglie un numero di periodi e si percentualizza il rapporto tra le medie di chiusura al rialzo (nominatore) e le medie di chiusura al ribasso (denominatore). Se il risultato è superiore al 100, si parla di trend positivo duraturo. Se il risultato è inferiore al 30, di parla di trend negativo duraturo.
  • Bande di Bollinger. Forse l’indicatore più complicato (da comporre, non da interpretare). Si produce una media mobile a media velocità, intorno ai 20 periodi. A questa viene aggiunta la deviazione standard, creando una linea che sormonterà l’andamento. Verrà poi sottratta la deviazione standard, creando una linea che si svilupperà sotto quella dell’andamento. Graficamente, avremo due bande. Se l’andamento invade la banda inferiore, si parla di forte trend negativo. Se l’andamento invade la banda superiore, si parla di forte trend positivo. Il meccanismo, quindi, è piuttosto semplice.