Trader professionista 2015, quando guadagna

È approdato in Italia da oltre dieci anni, disciplinato dal Nuovo Regolamento Consob di attivazione del Testo unico dei mercati finanziari, datato 1999. Il trading online, noto nell’ambiente finanziario come Tol, è un sistema che usufruisce di internet per acquistare e vendere titoli, azioni ed investire in borsa. Il primo punto da chiarire è sfatare il mito secondo cui il trader guadagna e trae profitti per un colpo di fortuna: l’esperienza e le conoscenze tecniche acquisite sono in realtà le armi giuste per trasformare questo sistema finanziario in una vera e propria professione. Si dovrebbe partire da simulazioni e denaro virtuale per poi iniziare ad operare sul mercato. Gli esperti sostengono che prima di intraprendere questo percorso, è importante studiare l’andamento della Borsa, il movimento dei prezzi e comprendere il significato dei vari grafici. Altro punto importante è imparare a gestire le perdite: l’emotività può essere un ostacolo insormontabile in alcuni casi. Lo stress è una componente considerevole in questi casi in quanto la Borsa risulta molto spesso imprevedibile e bisogna essere in grado di evitare grosse perdite, oltre che affinare sempre più le proprie strategie.

 

I risultati si ottengono dopo tanta pratica e dopo aver studiato per bene le regole alla base del trading online. C’è chi tra i più esperti riesce addirittura a vivere di questa attività: il trader professionista 2015 è capace di guadagnare anche oltre 5.000 euro al mese. Ma, diversamente da quanto si immagina, il trading online non può essere considerato un hobby. Ci sono professionisti che dedicano anche 12 ore alla giornata all’attività, attaccati al monitor del computer per 5- 6 giorni alla settimana su 7. Tra le tipologie di investimento più diffuse c’è sicuramente quella delle opzioni binarie dove anche i non esperti in borsa possono investire in titoli, detti asset, con un’operazione che non è affatto complessa. Il trader deve, infatti, fare delle scelte e decidere se puntare magari sulla crescita o la diminuzione del valore di un titolo. Tale operazione deve avvenire in un determinato lasso di tempo che viene prestabilito in partenza.

Titoli azionari e opzioni binarie, le differenze

Esiste una sostanziale differenza tra i titoli azionari e le opzioni binarie. Nel primo caso l’investitore acquista nella speranza che si alzi il valore del titolo. Si guadagna, infatti, solo se il titolo sale; bisogna investire cifre più alte per ottenere un ritorno economico soddisfacente; bisogna aspettare il momento giusto per rivendere e trarre profitto. Diverso, invece, il caso delle opzioni binarie dove il trader può puntare sia sul rialzo che sul ribasso dei titoli sempre tenendo conto della scadenza di tempo: si può scegliere, tenendo magari conto dei grafici forniti dal sito di broker, se un titolo scenderà o salirà. È possibile, inoltre, puntare sulle valute (euro, dollaro, ecc.), sulle materie prime (argento, oro, petrolio) o sulle azioni e dunque sui titoli azionari. Con il trading binario possiamo ottenere notevoli guadagni anche se si investe poco denaro. Il consiglio degli esperti è partire da una somma compresa tra i 100 e i 250 euro.

Nel caso del trading binario bisogna prendere in considerazione tre importanti elementi: il guadagno medio per opzione binaria che è la percentuale offerta dal broker al trader ed è solitamente compresa tra il 70% – 85% del denaro investito; la perdita media per opzione binaria che equivale direttamente al capitale investito e dunque si può stimare come pari al 100%; la percentuale di probabilità a favore di una strategia che cambia in base alla tecnica utilizzata dall’investitore.

Su un articolo su tradingsulweb.it viene ulteriormente approfondito quanto si guadagna con il trading online.

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